Dal 19 aprile, le sale del JMuseo di Jesolo si trasformeranno in un viaggio nella psiche e nell’arte di Pablo Picasso con la mostra Loving Picasso, un’esplorazione delle dinamiche complesse che legarono il maestro del cubismo alle donne della sua vita. Un tema, quello del femminile, che attraversa tutta la sua produzione, tanto da divenire ossessione, musa e specchio della sua stessa evoluzione artistica.
Attraverso un percorso articolato in quattro sezioni, la mostra ripercorre le influenze che le compagne di Picasso esercitarono sulla sua creatività: Fernande Olivier, la donna del Periodo Rosa, dolce e malinconica; Marie-Thérèse Walter, eterea e carnale al tempo stesso, la cui giovinezza ispirò opere di intensa sensualità; Dora Maar, compagna durante gli anni turbolenti della guerra, fragile e intellettualmente stimolante, che contribuì all’elaborazione della potenza espressiva di Guernica; e infine Françoise Gilot, l’unica a sfuggire al magnetismo distruttivo del pittore, capace di trasformare la propria esperienza in una carriera artistica autonoma e feconda.
Picasso, geniale e spietato, si nutriva delle donne non solo come fonte di ispirazione, ma anche come catalizzatore delle sue ossessioni. Nelle sue opere, le figure femminili non sono mai semplicemente ritratte, ma decostruite, esplose in frammenti di colore, corpi che si torcono in geometrie impossibili, volti sdoppiati tra l’adorazione e l’angoscia. Il suo sguardo non era mai neutrale: possedeva, distruggeva e reinventava le sue muse sulla tela con la stessa intensità con cui le amava e, talvolta, le annientava nella vita reale.
Curata da Piernicola Maria Di Iorio, con l’organizzazione di Puma e in collaborazione con Arthemisia, la mostra non si limita a indagare il ruolo della donna come musa passiva, ma introduce anche il contributo attivo di queste artiste all’universo picassiano. Spiccano, in tal senso, le opere di Dora Maar, la cui fotografia surrealista incrocia le sperimentazioni pittoriche del maestro, e le litografie di Françoise Gilot, testimoni di una ricerca espressiva autonoma, lontana dall’ombra ingombrante del pittore.
Ad arricchire l’esposizione, i celebri ritratti scattati da Robert Capa nel 1948, immagini di un Picasso maturo ma ancora vibrante, immerso nella luce della Costa Azzurra, circondato da donne che erano al contempo fonte di energia e prigioniere della sua visione.
Loving Picasso è, dunque, un invito a osservare il pittore sotto una luce nuova: non solo il genio rivoluzionario del XX secolo, ma anche l’uomo capace di amare con la stessa intensità con cui dominava la tela, lasciando dietro di sé un’eredità tanto luminosa quanto controversa.
Miriana De Falco 02/04/2025