La mostra Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo, a cura di Renato Miracco, frutto della collaborazione con l’Archivio Bice Lazzari di Roma e il sostegno di Gucci, presenta l’esposizione di oltre 200 opere dell’artista. Una rassegna che promuove una rilettura del Novecento attraverso lo sguardo e il linguaggio unico, solitario e autentico della Lazzari.
Alla mostra ritroviamo opere che ripercorrono le varie epoche artistiche vissute da Lazzari, provenienti da alcune istituzioni e collezioni private come la Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro, Guggenheim Museum di New York e il National Museum Women in the Arts.
Opere che vanno dall’arte applicata degli anni Trenta e Quaranta, alla costruzione architettonica di racconti pittorici, dallo spazialismo all’informale materico, giungendo, infine, a quelle minimaliste. Produzioni affiancate da una sezione, a cura di Mariastella Margozzi, dedicata all’esposizione di circa cento bozzetti e manufatti realizzati per la progettazione di cuscini, gioielli, decorazioni murali, tessuti e dai disegni, testimonianze dirette del punto di svolta nel design contemporaneo. L’esperienza, organizzata come un percorso cronologico e tematico, sperimentato nella precedente tappa alla Grande Brera (Milano), si arricchisce ulteriormente con l’esposizione dell’opera custodita dalla collezionista Palma Bucarelli e da una pittura murale di circa quattro metri.
Per facilitare l’esperienza museale la mostra prevede l’accompagnamento di un catalogo edito da Allemandi, arricchito dai testi di Dorothy Kosinsky e Christine Macel, e da audioguide registrate da Renato Miracco stesso. Strumenti che forniranno una lettura scientifica e al tempo stesso intima del progetto espositivo, impreziosito dalla lettura di brani tratti dall’autobiografia dell’artista, così da far cogliere il segno profondo e inconfondibile lasciatoci da Lazzari.
Angelica Adario 17/03/2026



