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Fabrizio Gifuni presenta “Attraversando quei corpi”: un viaggio tra Moro e Pasolini

18-03-2026 17:03

Redazione

Teatro,

Fabrizio Gifuni presenta “Attraversando quei corpi”: un viaggio tra Moro e Pasolini

Dal 30 marzo al 10 maggio 2026, Emilia Romagna Teatro e Cineteca di Bologna ospitano il progetto speciale di Fabrizio Gifuni: un percorso tra teatro...

Dal 30 marzo al 10 maggio 2026, Emilia Romagna Teatro e Cineteca di Bologna ospitano il progetto speciale di Fabrizio Gifuni: un percorso tra teatro, cinema e incontri per riflettere sui fantasmi della Storia italiana.

Bologna e Modena si preparano a diventare il palcoscenico di una profonda riflessione collettiva sulla memoria d'Italia. “Attraversando quei corpi: Moro e Pasolini, i fantasmi della nostra Storia”, il progetto ideato e curato da Fabrizio Gifuni, si snoderà dal 30 marzo al 10 maggio attraverso un programma densissimo che intreccia palcoscenico e grande schermo.

Realizzata da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e Cineteca di Bologna, l’iniziativa mette al centro le figure di Aldo Moro e Pier Paolo Pasolini, visti come “corpi insepolti” che ancora oggi interrogano il nostro presente. 
Il cuore del progetto sono i due spettacoli cult di Gifuni: Il male dei ricci, dedicato a Pasolini, e Con il vostro irridente silenzio, sulle lettere e il memoriale di Moro. Le rappresentazioni andranno in scena al Teatro Storchi di Modena (15-19 aprile) e all’Arena del Sole di Bologna (6-10 maggio).

Ad arricchire il percorso, una rassegna al Cinema Modernissimo e alla Sala Truffaut con 12 film e 8 incontri pubblici. Tra i protagonisti coinvolti figurano nomi di spicco della cultura e del giornalismo come Enrico Deaglio, Miguel Gotor, Marco Damilano, Francesca Comencini e Benedetta Tobagi
Dalle proiezioni di capolavori come Todo modo di Petri alla maratona della serie Esterno notte di Bellocchio, l'obiettivo è trasformare il cinema e il teatro in un “antidoto al danno di sistema” che colpisce la nostra capacità di ricordare.

Un’occasione unica per confrontarsi con quella “linea di confine” che ha separato l’Italia del Novecento da quella contemporanea, guidati da uno degli interpreti più intensi della nostra scena.

 
Ilaria Di Santo  18/03/2026

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