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In & Out 2026, a Borgio Verezzi il teatro guarda al presente e lo trasforma in mito

13-05-2026 17:29

Redazione

Eventi,

In & Out 2026, a Borgio Verezzi il teatro guarda al presente e lo trasforma in mito

il Festival teatrale di Borgio Verezzi inaugura il suo anniversario con In & Out 2026 “Miti Contemporanei”...

Sessant’anni di storia, spettacolo e identità culturale: il Festival teatrale di Borgio Verezzi inaugura il suo anniversario con In & Out 2026 “Miti Contemporanei”, la rassegna primaverile che dal 23 maggio al 14 giugno animerà il Teatro Gassman di Borgio con quattro appuntamenti dedicati ai miti di ieri e di oggi. Un file rouge che attraversa il passato e il presente, intrecciando icone della cultura popolare, tragedie della cronaca italiana, miti antichi e sogni sportivi.

La rassegna, promossa dal Comune di Borgio Verezzi e curata dal direttore artistico Maximilian Nisi, anticipa alcune delle linee tematiche che caratterizzeranno la sessantesima edizione del Festival teatrale. 
Nelle sue note di presentazione Maximilian Nisi infatti definisce il mito contemporaneo come il modo con cui la società moderna cerca di dare senso al caos della realtà
Se i miti antichi utilizzavano divinità e creature leggendarie per spiegare il mondo, quelli contemporanei nascono invece da fatti, personaggi ed eventi che riflettono paure, desideri e contraddizioni del presente. Secondo il direttore artistico, il teatro ha la capacità di annullare il tempo e creare connessioni impossibili: Cassandra può sedersi accanto a Elisa Claps per condividere un grido rimasto inascoltato, mentre Marilyn Monroe, Maria Callas e Jackie Kennedy possono liberarsi dall’immagine di icone irraggiungibili per diventare donne accomunate da fragilità, dolori e destini complessi.

Ad aprire il cartellone, sabato 23 maggio, sarà “Happy Birth + Day – Stelle terrestri”, nuovo lavoro scritto e interpretato da Anna Zago insieme a Manuela Massimi e Lia Zinno. Il secondo appuntamento, in programma domenica 31 maggio, sarà “Big in Korea”, spettacolo nato dalla collaborazione tra il collettivo Maniaci D’Amore e Kronoteatro. Sabato 6 giugno il festival proseguirà con “La guerra svelata di Cassandra. Aletheia”, testo di Salvatore Ventura interpretato da Gaia Aprea per la regia di Alessio Pizzech. La rassegna si concluderà domenica 14 giugno con uno dei nomi più impegnati del teatro civile italiano, Ulderico Pesce, protagonista de “I sandali di Elisa Claps”, accompagnato dalla fisarmonica di Pierangelo Camodeca. Lo spettacolo ripercorre il caso della sedicenne Elisa Claps, scomparsa il 12 settembre 1993 e uccisa da Danilo Restivo. Attraverso la voce del padre, questo racconto restituisce il dolore della famiglia e le ombre che hanno accompagnato una delle vicende giudiziarie più sconvolgenti della storia italiana recente.
Per il consigliere comunale con delega al Festival, Mattia Rolando, la rassegna rappresenta una tappa importante nelle celebrazioni dei sessant’anni del Festival teatrale di Borgio Verezzi che evidenzia in particolare il valore della collaborazione con la Cooperativa I.So, che ospiterà il cartellone “off” al Teatro Gassman. Secondo il consigliere, manifestazioni giovani come “In & Out” possono crescere solo attraverso il dialogo tra istituzioni, associazioni e operatori culturali. 
Anche il sindaco Renato Dacquino definisce coraggiosa e lungimirante la scelta di dedicare la rassegna ai temi più urgenti del presente. 

A confermare il sostegno istituzionale arriva anche l’intervento di Luciano Pasquale, Presidente della Fondazione De Mari, che ribadisce l’importanza del Festival di Borgio Verezzi come presidio culturale per l’intera provincia di Savona. Secondo il presidente, solo attraverso collaborazioni solide tra enti, istituzioni culturali e territori è possibile costruire progetti duraturi e offrire al pubblico esperienze capaci di generare dialogo, bellezza e nuove opportunità.

Con In & Out 2026, la kermesse teatrale di Borgio Verezzi inaugura dunque un anniversario importante scegliendo di guardare al presente, alle sue contraddizioni e alle sue figure simboliche, e lo fa tramite un percorso che, ancora una volta, utilizza il teatro per interrogare il nostro tempo e trasformare cronaca, mito e memoria in occasioni di grande confronto collettivo.

Viola Pulvirenti  13/05/2026

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