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Tra fotografia e inconscio: il genio di Man Ray conquista la Fondazione Magnani-Rocca

05-06-2026 17:17

Redazione

Eventi,

Tra fotografia e inconscio: il genio di Man Ray conquista la Fondazione Magnani-Rocca

A cinquant’anni dalla scomparsa di uno degli artisti più geniali e versatili del XX secolo, avvenuta a Parigi il 18 novembre 1976, la mostra “Man Ray.

A cinquant’anni dalla scomparsa di uno degli artisti più geniali e versatili del XX secolo, avvenuta a Parigi il 18 novembre 1976, la mostra “Man Ray: tutto” arriva nelle sale della Villa dei Capolavori, sede della Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo, in provincia di Parma. 
Dal 12 settembre al 13 dicembre 2026, l’esposizione – realizzata grazie al contributo di Crédit Agricole Italia e con la media partnership di Gazzetta di Parma e Kreativehouse – riunisce oltre 250 opere tra fotografie, dipinti, oggetti, sculture, grafiche, libri e film, configurandosi come la più completa retrospettiva mai dedicata all’artista in Italia. 
Un viaggio totale che, a differenza delle passate rassegne, abbraccia, con pari dignità, ogni singola espressione del suo genio: dalla fotografia al cinema, dalla pittura al design.
Il percorso espositivo si snoda a pochi passi dai capolavori senza tempo di Tiziano, Dürer, Van Dyck, Goya, Monet e de Chirico della collezione permanente della Fondazione, creando un dialogo ravvicinato tra le avanguardie del Novecento e la grande storia dell’arte. Tra le gemme in mostra spicca l’iconico Le Violon d’Ingres (1924), lo straordinario ritratto di Kiki de Montparnasse, insieme a pietre miliari come Lacrime, La preghiera, Anatomia, Noire et Blanche e i celebri ritratti delle muse e modelle Lee Miller e Nusch Éluard.
La mostra attraversa le tappe fondamentali della vita di Man Ray, nato a Philadelphia nel 1890: dagli esordi americani e l’adesione al Dadaismo fino alla svolta parigina del 1921, sotto l’ala dell’amico e mentore Marcel Duchamp. È in questa Parigi vibrante che nascono i celebri “oggetti d’affezione” e le rivoluzionarie sperimentazioni in camera oscura, come i rayographs e le solarizzazioni sviluppate al fianco della compagna Lee Miller.
Proprio il volto e le labbra della Miller diventano protagonisti di visioni cosmiche e pittoriche memorabili, come nel monumentale dipinto À l'Heure de l'Observatoire, les Amoureux, presente a Mamiano. Accanto alla pittura e alla grafica – che scardinano i concetti di unicità dell’opera d’arte precorrendo la Pop Art di Andy Warhol – la mostra offre rare testimonianze storiche come la documentazione della leggendaria Résurrection des Mannequins del 1938 e le sue storiche pellicole cinematografiche d’avanguardia.
Curata da Walter Guadagnini, Mauro Carrera e Stefano Roffi, l'evento è accompagnato da un ricco catalogo edito da Dario Cimorelli Editore con saggi di importanti studiosi. Con “Man Ray: tutto” la Villa dei Capolavori, una delle istituzioni culturali più prestigiose d’Europa immersa in un meraviglioso Parco Romantico popolato da pavoni, porta a convergenza tutti i percorsi delle avanguardie del Novecento nella figura dell’artista che più di ogni altro li ha attraversati tutti.

 

Ilaria Di Santo  05/06/2026

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